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Torgiano


Piccolo e caratteristico borgo medievale, è posto al centro della rinomata “Strada dei vini del Cantico” e costituisce un importante tappa per la conoscenza di quell’ottimo vino D.O.C, che lo hanno fatto apprezzare anche oltre i meri confini nazionali e che, insieme all’ eccellente Olio d’ Oliva, caratterizza l’economia di questo duecentesco borgo. Questo grazie al lavoro della famiglia Lungarotti proprietaria delle famose Cantine e ispiratrice dell’omonima Fondazione, che ha inteso portare avanti qual progetto di conservazione degli antichi valori, che nei tempi passati erano alla base della produzione dei prodotti della terra. Da questi principi sono nati il Museo del Vino che ha sede nel Palazzo Graziani Baglioni, e il vicino Museo dell’Olio e dell’Olivo, in cui sono raccolte testimonianze della storia vinicola e olearia, su cui vengono anche organizzati importanti incontri e seminari. In paese si può visitare la Torre Baglioni, posta esternamente alla sede della cinta muraria medievale, Palazzi storici, le chiese, gli oratori e una splendida pieve dedicata a San Bartolomeo di origine duecentesca ma ben conservata.

 

Deruta


Non lontano da Torgiano si trova Deruta, nota per la lavorazione della Ceramica, di cui vivono piccole e medie aziende spesso familiari, tutte dedite alla lavorazione e alla produzione di questo prezioso prodotto. Nella cittadina si trova la Pinacoteca Comunale, al cui interno sono esposte delle opere provenienti dalle chiese locali, come ad esempio la Madonna dei Consoli dell’Alunno. Da visitare è anche il Museo della Ceramica dei primi del ‘900, con una raccolta di maioliche che vanno dal XIX al XX secolo, testimonianza dell’intenso lavoro di ricerca svolto dai vari operatori, per mantenere e sviluppare l’arte della ceramica sino a portarla ai giorni nostri.

 

Todi


Città natale di Jacopo de Benedetti, al secolo Jacopone da Todi, offre numerosi luoghi da visitare, di cui il Tempio di Santa Maria della Consolazione ne è l'emblema, con una costruzione venne iniziata nel 1508 con l’influsso di vari artisti, quali il Peruzzi e il Sangallo, che hanno creato un edificio a croce greca su cui risalta una preziosa cupola. In essa sono custoditi una pittura da cui l’edificio prende il nome, oltre ad alcune sculture del ‘700 raffiguranti i Dodici Apostoli eseguite da allievi dello Scalza. Si prosegue verso l’interno presso la chiesa di San Fortunato che, presentandosi con una facciata quasi anonima, custodisce al suo interno affreschi di ambientazione giottesca, una Madonna con Angeli di Masolino da Panicale, ma soprattutto la Cripta con la Tomba di Iacopone da Todi. Entrando in piazza Emanuele II, scorgiamo il Palazzo del Capitano del Popolo sede del Museo Etrusco Romano e della Pinacoteca Civica, in cui sono conservate numerose terrecotte, oltre ad alcuni bronzetti votivi e reperti provenienti da una vicina acropoli, completati da dipinti tra i quali si menziona la Vergine dello Spagna. Di fronte a noi troviamo il Duomo con la caratteristica scalinata in travertino e la particolare facciata rettangolare dominata dalla Torre campanaria risalente al XIII secolo, nel cui interno sono conservate alcuni affreschi dello Spagna, le tavole che riproducono San Pietro e Paolo e il Giudizio Universale del Faenzone, un Coro ligneo eseguito dal Bencivegni e una pregevole Fonte Battesimale risalente al XV sec.

 

Orvieto


Proseguiamo ora verso Orvieto dove troviamo lo splendido Duomo, iniziato alla fine del ‘200 su disegno di Arnolfo di Cambio, poi ampliato dal Maitani e da Giovanni Uguccione da Orvieto. Altri famosi artisti hanno contribuito a regalare a questo monumento quelle linee perfette e quei vivi colori che, nel corso dei quattro secoli di lavoro occorrenti per la sua realizzazione, hanno realizzato un prezioso scrigno con pregevoli opere come il Coro dell’Ammannati, alcuni affreschi del Signorelli e la splendida Cappella del Corporale. Sulla facciata troviamo il grande rosone dell’Orcagna, le statue realizzate dal Maitani e dal Pisano, le figure dei Profeti e degli Apostoli, con una Loggetta che separa i tre portali di ingresso, coronati da Edicole e Guglie con i tre Timpani. Altri sono i luoghi sacri, come la chiesa di Sant’Andrea con il bell’ Altare ligneo, l’Edicola Funeraria opera di artisti della scuola di Arnolfio di Cambio, oltre a reperti risalenti all’età del Ferro e del Medioevo e la chiesa di San Domenico, con il monumento al Cardinale De Bray e la Cappella Petrucci realizzata dal Sanmicheli. Proseguendo troviamo il Palazzo dei Papi, sede del Museo Archeologico e il Palazzo Soliano che ospita il Museo Emilio Greco, il Museo dell’Opera del Duomo e le Necropoli di Canniccella e del Crocifisso del Tufo. Nelle adiacenze della Fortezza Albornoz troviamo il famoso Pozzo di San Patrizio, geniale progetto del Sangallo il giovane, la cui realizzazione finale risale al XVI secolo, caratterizzato da due rampe parallele di 248 scalini, che in origine consentivano il transito anche ad animali da soma per l’approvvigionamento idrico.